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Cos’è la pentola a pressione e a cosa serve?

La pentola a pressione è un utilissimo accessorio per la cucina con numerosi vantaggi. Con la pentola a pressione è possibile ridurre il tempo di cottura dai 2/3 fino alla metà del tempo rispetto ad una pentola tradizionale. Di conseguenza, si ottiene anche un notevole risparmio energetico in termini di consumi. La pentola a pressione è in grado di effettuare praticamente tutti i tipi di cottura, in modo perfetto, rapido e semplice. La specialità di questo accessorio resta la cottura a vapore, il metodo per eccellenza per avere cibi sani e con la minor perdita di sapore, colore e dispersione delle sostanze nutritive. Questo prodotto risulta particolarmente adatto anche per arrosti, cotture in umido oppure tutte quelle procedure complicate che richiedono tempi molto lunghi.

Quali sono i suoi principi di funzionamento?

La pentola a pressione è un accessorio molto interessante e anche molto facile da usare, al contrario di quello che in genere si pensa. Prima di utilizzarla, però, occorre conoscerla bene, consultare il libretto delle istruzioni del modello che si possiede, per preparare tutte le ricette nel modo giusto, senza incorrere in spiacevoli incidenti o inconvenienti. Inoltre, la pentola a pressione necessita anche di una manutenzione periodica e del ricambio di alcune parti che potrebbero usurarsi con il tempo. La pentola a pressione sfrutta il vapore per la cottura del cibo e la caratteristica più importante sta proprio nella sua capacità di portare l’acqua in ebollizione (fino a 100 – 120°) in pochissimo tempo.La differenza principale con una pentola a pressione tradizionale sta proprio nella dispersione di questo vapore. Anche con l’utilizzo del coperchio, il vapore prodotto dall’ebollizione non riesce ad essere trattenuto al 100%. Questo, invece, non accade con le pentole a pressione perché sono dotate di coperchi e guarnizioni (in silicone o in gomma) che assicurano una tenuta stagna. Il vapore in eccesso viene eliminato solo al termine della cottura, tramite l’apposita valvola di sfogo.

Come si usa la pentola a pressione?

Ecco tutti i passaggi per il corretto utilizzo di una pentola a pressione:

INSERIMENTO DELL’ACQUA: La prima cosa da fare è inserire l’acqua all’interno della pentola a pressione. Il livello di liquido (che può essere anche brodo) non deve mai superare l’indicatore interno che corrisponde ai 2/3 della pentola. Il livello di liquido è fondamentale perché, con l’aumento della pressione, il contenuto interno aumenta e, se eccessivo, non ha spazio per esercitare il suo lavoro. Una quantità sia eccessiva che scarsa di acqua compromette la cottura dei cibo.In secondo luogo, la quantità di acqua è molto dipendente anche dal tipo di cottura che si vuole effettuare, dall’accessorio che si utilizza (ad esempio, con lo scodello serve pochissima acqua) e anche dall’ingrediente e, di conseguenza, dalla ricetta che si vuole eseguire (ad esempio, il brasato di manzo va cucinato senza acqua).

CHIUSURA DEL COPERCHIO: Una volta inserita l’acqua ed il cibo, occorre chiudere perfettamente il coperchio. Questo deve combaciare con i bordi della pentola e la guarnizione deve perfettamente aderire ai due elementi.

IMPOSTARE LA PENTOLA: A questo punto bisogna impostare la temperatura e la modalità di cottura. Questi parametri dipendono molto dal modello di pentola a pressione che si possiede. Con una pentola elettrica programmabile, bisogna selezionale la funzione dal display, mentre con una tradizionale occorre impostare la leva (solitamente la funzione è unica) o la manopola (solitamente a 2 livelli)

Di pentole a pressione tradizionali, ne esistono di 3 tipi:

  • Con levetta: per iniziare la cottura, la levetta va posizionata in orizzontale
  • A rotazione: la posiziona di cottura corrisponde alla leva posizionata in modo parallelo alla leva del manico
  • A 2 pressioni: la valvola deve essere allineata con l’indicatore in base a ciò che si deve cucinare

IMPOSTARE IL FUOCO :Per far “partire” la cottura, occorre che fiamma abbia un fuoco “vivo” quindi deve essere medio-alta. In questo lasso di tempo, la pentola raggiunge la pressione adatta per la cottura in pochi minuti. A questo punto, verrà emesso il tipico fischio e bisognerà abbassare la fiamma a fuoco basso o molto moderato. Da qui in poi, calcolare il tempo di cottura necessario per la ricetta oppure attendere il segnale acustico del timer, se la pentola ne è provvista.

APERTURA DELLA PENTOLA: Una volta terminato il tempo di cottura, bisogna togliere la pentola dal fuoco e attendere qualche minuto prima di aprirla. Lasciar sfiatare il vapore in eccesso e solo a questo punto togliere il coperchio.

Quanti tipi esistono?

Per quanto riguarda invece, il tipo di “alimentazione” o fonte di calore che si vuole utilizzare per la pentola a pressione, ecco quali sono i gruppi principali.

  • Pentole a pressione tradizionali
  • Pentole elettriche
  • Pentole a pressione elettriche
  • Pentole multifunzione
  • Pentole a pressione per microonde

Il primo elemento della lista corrisponde a tutte quelle pentole che hanno nella leva (o nella manopola) il principale elemento, ovvero quella parte tramite la quale si regola la pressione e, quindi, il livello di cottura che si desidera. I successivi tre fanno parte del gruppo delle pentole a pressione “programmabili”, ovvero quelle dotate di tutta una serie di funzioni di cottura e di programmi specifici per la cottura dei singoli ingredienti. L’ultima è quella pentola specifica per l’utilizzo nel microonde. Questa tipologia non può essere utilizzata con altre fonti di calore oppure nel forno.

Quali sono i suoi benefici e vantaggi?

I vantaggi delle pentola a pressione sono molti e il beneficio sta nel poter effettuare la cottura a vapore in modo semplice e rapido.

Ecco tutti i vantaggi della pentola a pressione:

  • Risparmio di tempo e di energia (si può raggiungere un risparmio che va da un minimo del 35% ad un massimo di anche 80%.)
  • Cucina sana e senza grassi (grazie, appunto alla cottura a vapore)
  • Facilità di utilizzo
  • Molteplici programmi da sfruttare
  • Versatilità (si può effettuare qualunque tipo di ricetta con qualunque ingrediente e tipo di cottura)
  • Conservazione delle sostanze nutritive degli ingredienti

La cottura a vapore: Il cibo in questo modo viene cotto in maniera molto “delicata”, senza alterare il suo sapore o colore e senza perdere le proprie sostanze nutritive. La cottura a vapore, è il modo più salutare per cuocere i cibi e consente una preparazione completamente priva di grassi. In più, il gusto degli ingredienti viene esaltato proprio perché privo di qualunque aggiunta.

Quali gli svantaggi?

Uno svantaggio della pentola a pressione potrebbe la pericolosità di questo prodotto in mani di coloro che la utilizzano con avventatezza oppure senza conoscerla bene. È fondamentale, infatti, conoscere il proprio prodotto, fare delle prove, prima di iniziarlo ad adoperare a pieno regime. Una mancata manutenzione potrebbe compromettere il corretto funzionamento della pentola a pressione. Alcune delle parti della pentola sono essenziali per il suo esercizio, come la valvola di sicurezza e quella di pressione, ma anche la guarnizione e ancora i manici e il corpo stesso. Questi elementi devono essere ben puliti e, se si notano dei segni di usura oppure di malfunzionamento, occorre sostituirli. Anche se è possibile effettuare qualunque tipo di cottura nella pentola a pressione, l’arrosto forse non riesce dei migliori. Con questo strumento è naturalmente possibile cucinare un arrosto ma sicuramente il gusto sarà più delicato rispetto al metodo tradizionale. In un certo, la pentola a pressione non è propria adatta agli amanti dei sapori decisi e molto forti. Inoltre, con la pentola a pressione è impossibile effettuare il fritto e qualunque tipo di preparazione che richiede la lievitazione (ad esempio, il pane o i biscotti). Un altro punto a svantaggio delle pentole a pressione è che non è possibile controllare il livello di cottura della ricetta che si sta preparando. Una volta avviata, la pentola entra in pressione, appunto, e non è possibile aprire il coperchio, se non a cottura ultimata. Un’apertura prematura potrebbe compromettere la buona riuscita della preparazione stessa.

Chi l’ha inventata?

Le prime sperimentazioni sulla pentola a pressione si devono a Denis Papin, matematico, fisico ed inventore francese vissuto fra la seconda metà del ‘600 e la prima del ‘700. I suoi studi vertevano principalmente su esperimenti e approfondimenti sulle macchine a vapore. Il principale interesse di Denis Papin era comunque la fisica e nel 1687 mine a punto una macchina per funzionava tramite il moto alternato di un pistone, era la prima teoria in assoluto di questo genere. Proprio grazie al suo interesse per le macchine a vapore, ipotizzò e realizzò anche il primo prototipo di pentola a pressione. Papin diede a questa invenzione il nome di “digesteur”, ma non ebbe un grande successo commerciale. In realtà questo primo prototipo un letteralmente un fiasco, proprio perché la gente non aveva ancora molta fiducia in questi dispositivi meccanici che sfruttava qualcosa di così poco tangibile, come il vapore appunto. L’idea, quindi, venne abbandonata quasi del tutto. Solo all’inizio del ‘900 ricominciarono gli studi su questo prodotto. Nel 1927 la ditta tedesca Silit ci fu un primo commercio di pentola a pressione ma il metodo di cottura a pressione si diffuse solamente dopo la Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo, la ditta francese SEB brevettò un modello perfezione e, dagli anni ’50 in poi, si ebbe una larga diffusione della pentola a pressione con un numero sempre maggiore di modelli, in continua evoluzione e miglioramento. L’invenzione di Papin, comunque, anche se non ebbe successo e venne rifiutata dal pubblico, non va affatto sottovalutata. Papin fu il pioniere della pentola a pressione ed è grazie a lui che si arrivò al motore a vapore.

Fa rumore?

La pentola a pressione non fa rumore. Essendo un prodotto per cucinare, come tutte le altre pentole emette i suoni tipici del bollore o del movimento dell’acqua all’interno. Questi sono rumori praticamente impercettibile o anche abbastanza piacevoli, per le persone che amano stare ai fornelli. Il rumore classico della pentola a pressione, se di rumore si può parlare, è il tipico fischio che la pentola emette. Questo è il segnale che la pentola ha raggiunto la pressione massima (in base alle impostazioni che sono state fatte a inizio preparazione) e che è arrivato il momento di abbassare la fiamma per continuare la cottura a pieno regime.

E’ facile da usare?

Dipende dalla tipologia di pentola che si intende utilizzare. Le pentole a pressione tradizionali sono dotate di un massimo due livelli di pressione, alta e bassa, e nella maggior parte dei casi, le confezioni contengono anche il libretto delle istruzioni e un ricettario con indicati tutti i parametri e le proporzioni da seguire. Per quanto riguarda, invece, le pentole a pressione elettriche programmabili forse sono un pochino più complicate. Queste presentano numerose funzioni e un numero di programmi che va da 10 a 15. I programmi fanno riferimento al tipo di ingrediente che si intende preparare, mentre le funzioni indicano i differenti metodi di cottura. La difficoltà sta nel capire ben come funziona la pentola in generale, poi con l’uso e la praticità sicuramente la difficoltà si abbassa. In linea generale, le pentole a pressione tradizionali sono più semplici da utilizzare rispetto alle programmabili.

Ci sono rischi e pericoli? Sono sicure?

Al contrario di quello che generalmente si potrebbe pensare, si, si le pentole a pressione sono prodotti molto sicuri. Il livello di sicurezza deve essere garantito e certificato. Le pentole a pressione devono sottostare ad una rigida normativa dell’Unione Europea e l’indicazione UNI EN 12778 deve essere sempre impressa sul fondo della stessa. Questa certificazione stabilisce che il modello della pentola a pressione rispetta gli standard di qualità e sicurezza. Per quanto riguarda le pentole a pressione tradizionali, queste presentano una valvola di sicurezza che ha almeno due livelli, mentre i livelli sono dai 9 in su nelle programmabili. L’uso della pentola a pressione, naturalmente, dipende molto dal suo utilizzare. È molto importante attenersi alle istruzioni per il suo funzionamento, oltre che chiudere bene il coperchio e far combaciare perfettamente la guarnizione. Inoltre, è molto importante non aprire mai il coperchio durante la cottura o comunque attendere qualche minuto prima di aprirla e aprirla solamente dopo che la valvola di sfogo abbaia espulso tutto il vapore in eccesso. Se non si rispettano le regole preposte al corretto uso della pentola a pressione, va da se, che questa potrebbe diventare un accessorio pericoloso.

Quando usarla, quando è consigliata?

La pentola a pressione è indicata per la cottura di qualunque tipologia di ingrediente ma, in particolare, è molto adatta per tutte quelle ricette che prevedono tempi lunghi e un grande dispendio di energia. Per fare un esempio, nella cottura dei legumi (minestre, legumi, secchi, zuppe) o anche per il bollito di carne, la pentola a pressione è in grado di dimezzare i tempi di cottura senza compromettere in alcun modo il sapore. Inoltre, la cottura perfetta per la pentola a pressione resta la cottura a vapore. Oltre alla tipologia di cottura, è consigliabile utilizzare la pentola a pressione quando si ha poco tempo a disposizione ma si vuole comunque gustare un piatto delizioso.

Come usare pentola a pressione?

I passaggi necessari per usare la pentola a pressione sono pochi e anche molto semplici. Basta inserire gli ingredienti all’interno con il giusto quantitativo di acqua, chiudere la pentola, attivare il sistema di sicurezza, impostare la valvola di esercizio sul tipo di cottura che si preferisce, alzare la fiamma e attendere il fischio, dopodiché abbassare la fiamma e  calcolare il tempo di cottura, infine, aspettare qualche minuto e aprire la pentola. Questi sono i passaggi fondamentali. Ogni pentola a pressione ha dei sistemi leggermente differenti che possono variare da modello a modello, quindi è sempre meglio consultare il libretto delle istruzioni.

L’acqua è estremamente necessaria nella pentola a pressione? Si può cucinare a secco?

No non è possibile cucinare completamente a secco con la pentola a pressione. Un requisito fondamentale per l’utilizzo di questo accessorio è proprio il liquido. Questo può essere anche di vario tipo, come vino, olio, brodo o altro, ma mai completamente a secco. Il funzionamento stesso della pentola a pressione prevede che ci sia del liquido interno, seppur minimo. Inoltre, se si posiziona sulla fiamma la pentola con degli ingredienti dentro ma senza neanche un filo di liquido questi bruciano all’istante. Meglio evitare.

I nutrienti degli alimenti rimangono inalterati rispetto alle pentole normali?

I principi nutritivi degli alimenti rimangono assolutamente inalterati durante la cottura dei cibi. Non si riscontrano perdite di sapore né di colore, come avviene per le vaporiere, ad esempio.

È possibile convertire le ricette tradizionali in ricette per pentola a pressione?

Si è possibile, facendo qualche piccolo e semplice calcolo. In linea di massima un minuto di cottura nella pentola tradizionale corrisponde a circa 20 secondi di cottura per la pentola a pressione. Questo per dare un’idea generica dei risparmio in termini di tempo ed è una proporzione sempre applicabile per qualunque tipo di ingrediente o ricetta. Inoltre, per essere ancora più precisi si potrebbero annotare anche altre proporzioni. Per la lessatura della carne, calcolare il 50% di tempo in meno rispetto alla pentola tradizionale, il 60% per le carni stufate (in questo caso bisogna sempre terminare la cottura con la pentola aperta, facendone addensare per bene il contenuto) e il 30% circa in meno per le verdure. In generale, comunque è tutto riportato sul ricettario oppure sul libretto delle istruzioni.

Come scegliere una pentola a pressione in base a quali esigenze?

I parametri che devono essere analizzati per effettuare la scelta giusta sono molti. Le caratteristiche che le distinguono sono moltissime, eccone alcune:

  • MARCA: questa influisce molto sul prezzo e anche sulla distribuzione. Esistono pentole di media qualità ma a prezzi molto alti (ad esempio la Alessi) e con un giusto rapporto qualità / prezzo (come la Lagostina)
  • MATERIALI: sia dell’involucro che dei manici e/o della leva, oppure ancora del tipo di rivestimento interno (se antiaderente oppure no)
  • FONDO: spessore e con tecnologia Triplen o no
  • DIMENSIONE (diametro, peso e capacità interna)
  • ACCESSORI (ad esempio: cestello, ecodose, ecc.)
  • ESTETICA
  • RICETTARIO (se è incluso o no)
  • MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO (impostazioni di temperatura e cottura)
  • FONTI DI CALORE COMPATIBILI (compreso il forno e l’induzione)
  • LAVABILE IN LAVASTOVIGLIE
  • NUMERO DI PROGRAMMI
  • TIMER (se è incluso o no) e display di controllo (nel caso delle programmabili)
  • TIPO DI VALVOLE (sia per la pressione che di sicurezza)
  • COMPLESSITÀ DI UTILIZZO
  • PARTICOLARITÀ
  • PREZZO
  • NUMERO DI PERSONE che la andranno ad utilizzare
  • FUNTI FORTI
  • PUNTI DEBOLI

In ogni caso, quando si sceglie una pentola a pressione sarebbe bene prenderla della dimensione uguale o al massimo leggermente più grande della pentola che si usa nel quotidiano. Bisogna prestare particolarmente attenzione a quali dei parametri indicati possono influire in maniera determinante sulla scelta (molti, ad esempio, scelgono solo in base al prezzo oppure alla marca).

Quale pentola a pressione mi consigliate in generale?

Oltre ai parametri sopra descritti, l’acquisto di una pentola a pressione dipende molto dalle esigenze personali. In ogni caso, molto utile comunque è documentarsi anche sulle classiche delle migliori pentole in commercio e anche in base al prezzo delle stesse. Ecco dove trovare tutte le informazioni:

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Quali sono le differenze con le pentole a pressione professionali?

In linea di massima, le differenze fra pentole a pressione ad uso domestico e professionali sono molto poche. Prima fra tutte però la dimensione. Le pentole a pressione ad uso domestico non possono superare i 15 litri, come da normativa, mentre quelle professionali, in generale, vanno dai 10 litri in su. Questo tipo di pentole si utilizza nelle cucine di varie tipologie di locali, come i ristoranti, le mense, i centri culinari, i centri per l’accoglienza, ecc. Si tratta pentole sono utilizzate per la cottura di cibi e ricette che vengono gustati da più persone, molte persone e, per questo motivo, devono avere una dimensione adatta. Altre piccole differenze riguardano il materiale, la resistenza e la tecnologia del fondo. Per quanto riguarda materiale e tecnologia, le pentole a pressione professionali hanno un “fondo multistrato”, composto da un interno in alluminio avvolto (sopra e sotto) da ben 2 strato di acciaio inossidabile. Nelle tradizionali, invece, il fondo è Triplen (acciaio – alluminio – acciaio). Il sistema di funzionamento è lo stesso anche se tutti gli elementi che compongono una pentola a pressione professionale sono molto più dettagliati ed efficaci. Le tecnologie di sicurezza consentono una migliore gestione del processo di cottura e anche le tipologie di cottura e di impostazione della temperatura sono più precise. Infine, la resistenza, un parametro da non sottovalutare per le pentole a pressione professionali. Queste vengono appositamente progettate per essere molto più resistenti, in termini sia di frequenza di utilizzo che di metodologia e maneggevolezza, proprio perché nella cucina di un ristorante i piatti devono essere preparati nel più breve tempo possibile e questo, inevitabilmente, produce come effetto un utilizzo “aggressivo” di tutti gli accessori.

Come si pulisce?

Per il corretto funzionamento della pentola a pressione e anche per prolungare il più possibile la usa “vita” è sempre consigliabile lavare le sue parti dopo ogni utilizzo ed effettuare una manutenzione periodica. La maggior parte delle pentole a pressione devono essere lavate a mano, ad esclusione del corpo che può essere utilizzato anche separatamente e quindi lavato anche in lavastoviglie. Particolare attenzione va posta alle valvole che, all’occorrenza, possono essere rimosse dagli alloggiamenti ed essere pulite anche con l’utilizzo di uno stuzzicadenti per eliminare le incrostazioni. La guarnizione, invece, deve essere maneggiata con cura e lavata senza l’utilizzo di spugne abrasive perché potrebbero danneggiarla e compromettere la su funzionalità. Una volta lavata, la pentola va asciugata con un panno oppure lasciata asciugare aperta, in caso contrario, si potrebbe creare all’interno un odore molto spiacevole. Questo odore può essere facilmente eliminato facendo bollire per qualche minuto dell’acqua all’interno della pentola con l’aggiunta di qualche cucchiaio di limone o di aceto di vino bianco. Questo procedimento è utile anche per disinfettare l’involucro di tanto in tanto. Le pentole a pressione elettriche non possono essere lavate con l’acqua, ad esclusione del cestello interno. In tutti i casi è sempre meglio evitare spazzole abrasive, prodotti troppo aggressivi o candeggina. In commercio esistono anche prodotti specifici, come la Polvere di Stella della Lagostina.

Anche se lavo la pentola, ci sono delle macchie. Come faccio a toglierle?

Di solito queste macchie assomigliano a degli aloni scuri o tendenti al blu. È possibile rimuoverle o con prodotti specifici per l’acciaio inox oppure grazie a qualche vecchio trucco, come strofinare una pezzetta bagnata sulla superficie dopo averla intinta in succo di limone o aceto di vino bianco. Le cause di queste macchie possono essere diverse. Ad esempio, si posiziona la pentola sul fuoco troppo alto oppure si aggiunge il sale nell’acqua quando questa ancora non raggiunge il suo livello di ebollizione (in questo caso, si vengono a formare dei piccoli cristalli di sale che non si sciolgono ma si depositano e si attaccano sul fondo della pentola). Un’ultima causa di queste macchie possono essere anche i detergenti stessi che contengono quantità si silicati basici e fosfati oppure altre sostanze di vario tipo contenute nell’acqua che si attaccano alla pellicola protettiva passiva dell’acciaio inossidabile.

Le pentole a pressione possono essere utilizzate sui fornelli ad induzione?

Non tutte le pentole a pressione possono essere utilizzate sui fornelli ad induzione. Fra le tradizionali, devono avere specifici requisiti mentre le programmabili sono escluse completamente dall’utilizzo di questa fonte di calore. Le pentole a pressione per induzione devono avere un fondo abbastanza spesso e ad alto contenuto di ferro. In particolare, la tecnologia Triplen è perfetta. L’alto contenuto di ferro, inoltre, è necessario affinché il fondo stesso riesca a creare un campo magnetico per poter avviare l’induzione a contatto con la piastra (il piano cottura). Il tipo di cottura che si effettua tramite questo piano e questo genere di pentolame è anche detto “termodinamico” proprio perché c’è una trasmissione per continua dell’energia, il calore viene trasmesso per contatto e di diffonde in modo rapido e uniforme. Il requisito fondamentale è dunque che il fondo sia magnetico e piatto. Come detto, non tutte le pentole sono adatte ad essere utilizzate su sistemi ad induzione. Per riconoscerle, occorre controllare che sia presente un piccolo segno che raffigura una spirale.

Qual è la giusta dimensione del fornello?

La fiamma dovrebbe avere la stessa dimensione del diametro della pentola a pressione, anche più piccolo va bene ma non deve essere mai più grande. Bisogna fare molta attenzione alla dimensione della fiamma perché in caso di fiamma troppo alta (o che esce fuori dal perimetro della pentola) si potrebbero causare degli incidenti, come, ad esempio, la bruciatura dei manici.

Quali sono gli accessori?

Gli accessori compresi nella confezione della pentola a pressione possono essere molto vari. Di solito è sempre presente il libretto delle istruzioni e, in molti casi, anche un ricettario e un libretto contenente delle tabelle per i tempi di cottura e le proporzioni di acqua. Accessori di piccola dimensioni possono essere i misurini (altrimenti detti Ecodosi) oppure mestoli o cucchiai di vario tipo (come ad esempio, quello apposito per dosare il riso). Altri tipi di accessori sono, invece, quelli specifici per la cottura a vapore, ovvero: il cestello, la griglia e lo scodello.

Il cestello è sicuramente l’accessorio più diffuso e solitamente è incluso nella confezione della pentola a pressione. Si tratta di un cesto in metallo formato da una rete che può essere più o meno fitta e presenta anche dei piedini. I piedini, 2 o 3, servono per separare il cestello stesso dal fondo della pentola, quello spazio dove va inserita l’acqua. Ecco alcuni tipi di cestelli:

  • A griglia, o a rete metallica, dalle maglie molto larghe
  • Forato, dove la superficie in acciaio presenta un numero variabile di forellini. Questo modello è molto simile a un colapasta
  • Separatori, questi sono formati da “scomparti” separati, dove inserire diversi ingredienti e cuocerli allo stesso tempo.
  • Sovrapponibili, molto simili al separatore solo che il cibo viene posizionato su diversi livelli, sempre

Anche la griglia più essere a filo di ferro oppure con delle forature. Si tratta di un piatto in metallo che va inserito all’interno della pentola e ha lo stesso uso e funzionamento del cestello. In questo caso, la griglia viene usata principalmente per carne o pesce tagliati a fette o a filetti.

Con il termine scodello si indica quel contenitore in metallo con coperchio che viene inserito all’interno della pentola per la cottura a bagnomaria e la cottura avviene con pochissima acqua sul fondo. Il contenitore è completamente chiuso, senza sfiati o forellini. Non è un accessorio molto utilizzato ma permette di cucinare vari tipi di sformati o timballi ma anche creme o budini.

A cosa serve il timer?

Il timer è un dispositivo che segna il tempo e avvisa l’utilizzatore di attivare una determinata funzione. Il timer ha bisogno di essere impostato con un intervallo di tempo e a questo intervallo va abbinata la funziona da eseguire. Nelle pentole elettriche è sempre presente e integrato nel display mentre nei modelli tradizionali può anche non esserci. In quest’ultimo caso, ha il ruolo di avvisare la persona che è trascorso il tempo di cottura e questo avviene tramite l’emissione di un segnale acustico.

Cosa cucinare in questo tipo di pentola?

In questo tipo di pentola è possibile cucinare praticamente tutto. All’interno della confezione è presente di solito anche un ricettario ma molte ricette sono disponibili anche su rete o nelle librerie.

Quali sono i tempi di cottura delle pentole a pressione?

I tempi di cottura dipendono molto dal tipo di alimento che si vuole cucinare. Esistono delle tabelle specifiche che indicano le corrette proporzioni fra quantità di ingredienti, livello di acqua e tempo di cottura. Indicativamente i livelli di cottura sono tutti uguali ma nello specifico questi sono indicati nel libretto delle istruzioni annesso alla confezione di ogni modello.

Da quanti bar esiste e quale consigliate?

Il bar è l’unità di misura della pressione atmosferica. All’interno della pentola, quando inizia la cottura, il livello della pressione interna arriva fino a 2 bar, ovvero il doppio del livello di pressione dell’atmosfera. A questo livello di pressione atmosferica il punto di ebollizione dell’acqua arriva a 120°C, una temperatura alta che permette di ridurre i tempi di cottura degli alimenti. Quindi una pentola a pressione che arriva a 2 bar è perfetta.

Da quanti litri esiste? Quali sono le misure “standard” o possibili?

Le misure delle pentola a pressione possono essere molto varie e questo dipende sia dal modello che si sceglie sia dalla marca stessa produttrice. Nella maggior parte dei casi, un singolo modello è disponibile in differenti dimensioni. I modelli sono identici, cambia solamente il prezzo. In alcuni casi, come per la ditta WMF Group, le pentole a pressione sono acquistabili anche in coppia, ovvero 2 prodotti da 2 dimensioni differenti. La dimensione di una pentola a pressione è detta anche “litraggio” e una pentola, per cosi dire “standard” potrebbe essere una pentola da 6 o 7 litri. Le dimensioni andare da un litro fino ad un massimo di 15 litri. Superati i 15 litri, le pentole a pressione non sono più ad uso domestico ma professionale. Altre dimensioni possono essere: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, 10, 15 e anche mezze misure, come, ad esempio, una 3.5. Ad influire sulla dimensione è anche il diametro della pentola. Un diametro comunemente utilizzato è 20 o 22 cm. Oltre ad al diametro, un altro parametro importante nella scelta della dimensione di una pentola a pressione è sicuramente il numero di persone che dovranno utilizzarla. Per fave un esempio, è inutile spendere molti soldi e comprare una pentola a pressione da 8 litri se in casa si è solamente in 2 persone. Ecco una piccola tabella che, in linea di massima, chiarisce il concetto della proporzione fra numero di persone “da sfamare” e quanto deve essere grande una pentola a pressione.

NUMERO DI PERSONE VOLUME DELLA PENTOLA
1 – 2 persone (coppia) 3 – 5 litri
3 – 6 persone 6 – 8 litri
Dalle 8 persone in su (famiglia numerosa) 9 – 15 litri

 

Dove acquistarla?

Le pentole a pressione sono un prodotto di larghissimo consumo quindi è molto semplice comprarle attraverso molti canali. Questi prodotti si trovano nei negozi specializzati per gli articoli per la casa ma anche nei supermercati e perfino all’Ikea. Un altro canale di distribuzione molto utilizzato sono i siti e-commerce. Il principale di questi è sicuramente Amazon ma ce ne sono moltissimi altri. Un’ulteriore alternativa potrebbe essere acquistare la pentola a pressione sul sito internet di un negozio specifico, che sia questo di elettrodomestici (ad esempio, Euronics), oppure di articoli per la casa (uno dei più conosciuti è Kasanova).

Esiste una garanzia sulle pentole a pressione?

Generalmente si. Questa di media dura 3 anni ma molto dipende dalle regole stabilite dalla casa produttrice. In ogni caso sono escluse da qualunque garanzia le parti della pentola considerate più sensibili e più usurabili, come, ad esempio, la guarnizione del coperchio oppure quelle alla base delle valvole e tutte le membrane in silicone. La garanzia, inoltre, non copre danni o incidenti scaturiti dall’uso improprio del prodotto (come una bruciatura dei manici causata da una fiamma troppo alta) oppure a danni di natura puramente estetica, come, ad esempio graffi sulla superficie della pentola.

Come funziona la pentola a pressione elettrica?

Una pentola a pressione programmabile è un dispositivo che, a differenza delle tradizionali pentole, potrebbe dirsi dotato di un “cervello”, una centralina interna in grado di poter essere, appunto “programmata”, in base a differenti parametri, come, ad esempio, modalità di cottura, tempi, temperatura, combinazione di tutti i parametri in base agli ingredienti inseriti oppure al risultato che si vuole ottenere, ovvero a ricetta. Infatti, il segreto del successo della pentola a pressione programmabile è proprio la sua versatilità di utilizzo e anche di risultato ottenibile. Questo dispositivo contiene in se, oltre che numerose, funzioni, anche tutta una serie di metodi per cucinare al meglio praticamente qualunque tipo di ingrediente. Queste pentole sono dotate di un display dove impostare tutte le funzioni e i programmi, in base a quello che si vuole cucinare. Il display è abbastanza intuitivo perché spesso rappresenta le varie funzioni tramite icone o simboli. Occorre comunque studiare l’apposito libretto delle istruzioni. Oltre alle funzioni e ai programmi, queste pentole vanno impostate anche in base al livello di cottura. Nella maggior parte dei casi, si tratta di 3 livelli, ovvero: bassa, media e alta. Con la bassa pressione è consigliabile cucinare i cibi delicati (come le verdure) mentre l’alta pressione consente di ridurre il tempo di cottura fino al 70%.

Cosa significa quando la pentola a pressione fischia?

La pentola a pressione tradizionale emette il classico fischio quando la pressione interna ha raggiunto il livello massimo. A questo punto, è importante abbassare la fiamma su di un fuoco moderato e continuare la cottura per il tempo previsto dalla ricetta. Le pentole a pressione elettriche programmabili, invece, non emettono nessun fischio perché è il dispositivo stesso che abbassa la temperatura interna in modo automatico.

E quando non fischia?

Quando la pentola a pressione non fischia la ragione più comune è che la valvola di sicurezza oppure quella di esercizio potrebbero essere ostruite.

Quando abbassare la fiamma?

Quando si avvia la cottura della pentola a pressione, si deve impostare la fiamma a fuoco “vivo” ovvero molto alto. Ad un certo punto, in genere dopo pochi minuti, la pentola emette un fischio ed è proprio questo il segnale che indica all’utilizzare di abbassare la fiamma, in modo tale che la pentola continui la cottura in modo autonomo.

Quando si spegne?

La pentola a pressione deve essere spenta quando è finito il tempo di cottura, o meglio è la fiamma che deve essere spenta. Nelle pentole a pressione tradizionali bisogna portare il tempo di cottura mentre nelle programmabili lo spegnimento avviene in maniera autonoma. In altri casi, viene emesso un segnale acustico. Prima di poter aprire il coperchio è sempre bene aspettare qualche minuto.

Può scoppiare o “esplodere” la pentola a pressione?

In linea generale, le pentole a pressione non esplodono ma, essendo prodotti che esercitano le loro funzioni per mezzo di pressioni molto elevate, il rischio, seppur minimo, potrebbe comunque esserci. Durante la cottura, la valvola di esercizio mantiene una pressione interna costante (ovvero fra i 0,5 e 1 bar) mentre la valvola di sicurezza ha il ruolo fondamentale di far uscire il vapore in accesso, nel caso ce ne fosse bisogno. Un’esplosione potrebbe accadere nel caso in cui la pentola venisse dimenticata sul fuoco accesso e allo stesso tempo le due valvole fossero entrambe ostruite. Anche in questo caso, la pressione interna dovrebbe essere talmente alta da raggiungere i 60 bar, ovvero il livello di rottura dell’acciaio inox, materiale con il quale vengono costruite la stragrande maggioranza delle pentole a pressione. Con tutti questi presupposti, allora si, la pentola a pressione potrebbe anche esplodere, ma, va da se, che si tratta di un caso davvero raro ed eccezionale.

Come aprirla? Cosa fare quando non si apre? E’ pericoloso?

Una volta terminata la cottura e spento il fuoco, bisogna sempre aspettare che la pentola a pressione rilasci tutto il vapore in eccesso. Per fare questa operazione, occorre solitamente qualche minuto. In alcuni casi e per alcuni modelli, si può anche posizionare la pentola sotto un getto di acqua fredda. Dopodiché si può alzare leggermente la valvola di esercizio solamente quando tutto il vapore è fuoriuscito (mai farlo in modo prematuro) e solo allora è possibile aprire il coperchio in sicurezza. Naturalmente, nel fare queste operazioni bisogna sempre stare attenti a non ustionarsi a contatto con il metallo caldo. Se la pentola a pressione non si apre è possibile che il sistema di sicurezza (ovvero la valvola di sicurezza) sia ancora attivo (ovvero alzato, quindi aspettare che la valvola si abbassi da sola).

Come e quando chiuderla?

La chiusura della pentola a pressione va fatta quando si sono inseriti gli ingredienti e l’acqua necessari. Ogni pentola contiene le istruzioni per la chiusura del coperchio con la leva (o il manico).

Chi le aggiusta?

Le pentole a pressione possono essere riparate nei negozi specializzati di elettrodomestici oppure, in alcuni, casi, anche in quelli di articoli per la casa. La stessa cosa avviene con la reperibilità dei pezzi di ricambio. In entrambi i casi, però, occorre che il rivestitore sia specializzato e autorizzato.

Come cambiare la valvola di sicurezza?

Questa è una parte fondamentale della pentola a pressione. Ecco come istallare questo ricambio:

  1. Rimuovere la vecchia valvola: spingere la parte dall’esterno del coperchio
  2. Controllare eventuali tracce di residui intono al foro e inserire la nuova valvola, spingendola dalla parte interna del coperchio
  3. Assicurarsi che l’incavo della guarnizione della valvola sia ben incastrato nel foro del coperchio e che la scritta sia rivolva verso l’esterno del coperchio

Com’è fatta la valvola di esercizio?

È chiamata anche “valvola di sfogo” e permette lo sfiato del vapore quando, a cottura ultimata, bisogna aprire il coperchio e far diminuire gradualmente la pressione interna. Questa parte è la più alta e si distingua facilmente dalla valvola di sicurezza. Di ricambi di questo tipo ce ne sono molti. Le migliori sono le valvole complete oppure quelle unificate con adattatore.

Che cos’è la tacca di livello?

È semplicemente un indicatore posizionato all’interno della pentola a pressione. Questo segno è fondamentale perché indica il livello massimo di acqua che può essere inserita all’interno. Generalmente il livello di liquido non dovrebbe mai superare i 2/3 del volume totale della pentola. Se il liquido interno dovesse superare questo livello molti sarebbero gli inconvenienti: potrebbe fuoriuscire acqua dalla guarnizione o dalla valvola oppure la pentola potrebbe ancora non riuscire ad andare in pressione. Il livello di acqua è ancora più importante quando si cucinano alimenti ricchi di liquidi, come le verdure a foglia, i legumi secchi oppure il riso. Questi tendono a gonfiarsi e a rilasciare acqua e schiuma contenuta al loro interno causando un innalzamento dell’acqua ancora maggiore. In questi casi è consigliabile innanzitutto consultare le tabelle proporzionali per la cottura di questa alimenti e, in linea generale, riempire la pentola di acqua per non oltre la sua metà.

Quali sono le parti della pentola a pressione che possono essere sostituite?

Ecco la lista dei ricambi disponibili, per la maggior parte dei modelli in commercio:

  • Valvola di sicurezza
  • Parte superiore valvola di sicurezza
  • Pomolo in plastica
  • Coppia di maniglie
  • Manico a leva
  • Dado di fissaggio
  • Guarnizioni
  • Valvola di esercizio
  • Timer

Quando la pentola a pressione perde vapore?

La perdita del vapore al termine della cottura è un fenomeno assolutamente normale perché la valvola di esercizio espelle tutto il vapore in eccesso affinché si possa aprire la pentola. Quando però si riscontra una quantità eccessiva di vapore questo è dovuto al mal funzionamento di una valvola o anche entrambe. Nella maggior parte dei casi, potrebbero essere sporche e ostruite. Un’altra ragione riguarda la guarnizione. In questo caso la chiusura della pentola non è ermetica perché coperchio e pentola non hai i bordi perfettamente combacianti. In questo caso ad essere usata, è probabilmente proprio la guarnizione.

Cosa fare se perde acqua?

La ragione più frequente della perdita di acqua dalla pentola a pressione è che il suo interno sia troppo pieno. Questo accade specialmente con la cottura dei riso oppure dei legumi, che aumentano il loro volume in modo considerevole e anche il loro livello dell’acqua, perché sono proprio gli ingredienti a rilasciarla naturalmente durante la cottura. Per questo motivo è sempre bene attenersi alle istruzioni e alle dosi delle ricette. Il livello dell’acqua da inserire all’interno della pentola deve essere proporzionale alla quantità di cibo che si sta cucinando e anche alla natura del cibo stesso. Queste proporzioni vanno assolutamente sempre rispettate o la corretta riuscita delle ricetta potrebbe venire molto compromessa. Inoltre, sempre per quanto riguarda la quantità di acqua da inserire all’interno della pentola, non si devono mai superare i 2/3 del volume, indicati anche da apposite tacchette. Un altro motivo per il quale la pentola a pressione potrebbe perdere dell’acqua è che la sua temperatura di esercizio sia troppo alta. Abbassare immediatamente la fiamma in questo caso

Si può mettere olio nella pentola a pressione?

L’olio può essere certamente utilizzato nella pentola a pressione. Questa, infatti, potrebbe essere anche utilizzata come una classica pentola. È molto frequente che prima di iniziare la cottura a pressione, si preparino dei soffritti per insaporire la ricetta. Allo stesso modo dell’’olio, possono essere utilizzati qualunque tipo di liquido, anche del brodo al posto dell’acqua. Questo purtroppo non è possibile con le pentole a pressione per microonde e con queste non è assolutamente possibile utilizzare l’olio. Con questi prodotti, l’aria all’interno viene stimolata maggiormente e quindi, il movimento delle particelle sarà molto più veloce e questo fenomeno produrrà una temperatura più alta. L’olio aumenta il livello della temperatura interna e questo potrebbe causare problemi abbastanza gravi. Quindi utilizzare semplicemente l’acqua oppure del brodo

Quando alzare la valvola?

La valvola di sicurezza va alzata manualmente quando la pentola ha terminato il suo tempo di cottura. Questa operazione serve far uscire il vapore in eccesso e aprire il coperchio in tutta sicurezza. Molti modelli presentano un sistema di sicurezza che alza (o abbassa) in automatico la valvola per non incorrere in incidenti.

Quando non esce vapore dalla valvola, o “non sfiata” cosa fare e cosa significa?

Il problema potrebbe essere una delle due valvole ostruite. L’unica cosa da fare è lasciar raffreddare completamente la pentola. Non che da fredda non sia più in pressione, ma sicuramente è più sicuro e semplice aprirla.

Cos’è il manometro e come si fa per calibrarlo?

Con questo termine, viene indicato uno “strumento di misura della pressione relativa dei fluidi. La corretta accezione del lemma si riferisce a strumenti dedicati alla misura di pressioni maggiori dell’atmosferica; per valori inferiori all’atmosferica il termine corretto è vacuometro o vuotometro (misuratore del vuoto) (..) Controllare il livello della pressione interna nelle pentole a pressione, o meglio, il corretto funzionamento del manometro interno, è di fondamentale importanza per il corretto funzionamento di questo dispositivo. Quando il manometro non è regolato perfettamente, la cottura dei cibi non avviene come a dovere e questo implica che il funzionamento della pentola a pressione sia molto scarso, se non inutile. Infatti, potrebbe anche accadere che il cibo possa risultare immangiabile, se viene cotto in una pentola a pressione non calibrata alla giusta pressione e temperatura.

Ecco come calibrare il manometro: La prima cosa da fare è sganciare il manometro dalla pentola a pressione per poterlo controllare. Per fare questa operazione, sicuramente la cosa migliore è consultare il libretto delle istruzione del modello che si possiede, per evitare di romperlo. Bisogna quindi calibrare il manometro ad una temperatura di ebollizione di 100°, ovvero quando la pressione del vapore saturo arriva a raggiungere una atmosfera. La seconda calibratura interessa anche la valvola di sicurezza. Questa non deve supportare livelli di vapore che vadano oltre i 180°. Quando il manometro è autoregolante, non occorre calibrarlo ma è importante consultare le relative tabelle per la cottura dei vari cibi, sempre sul libretto delle istruzioni. In questo caso, prima di iniziare la cottura, è bene controllare se l’ago magnetico del manometro si muova. Eseguire il controllo dell’ago è molto semplice. Basta portare ad ebollizione dell’acqua (anche non completamente) e controllare se all’aumentare della temperatura stessa dell’acqua, segua il movimento dell’ago.

Quando cucino lo stufato brucia tutto, dove sta l’errore?

La cottura dello stufato non può essere direttamente effettuata nella pentola a pressione ma ha bisogna di una preparazione a pentola aperta, in qualunque tipo di ricetta di scelta. Lo stufato deve essere mescolato e portato a cottura e solo in un secondo momento si può chiudere il coperchio per ultimare la cottura. Molto importante è sempre preparare tutti gli ingredienti e amalgamarli per bene a fuoco lento. Inoltre, al termine della cottura, potrebbe capire che il contenuto sia ancora troppo liquido rispetto al risultato della ricetta che si sta seguendo oppure all’idea di piatto che si desidera. In questo caso, si potrebbe riportare la pentola in pressione per qualche altro minuto ma un consiglio migliore è quello di far addensare tutto a pentola aperta, fuoco lento e continuando a mescolare. In questo modo, ci sarà un controllo più attento dell’evaporazione residua del liquido fino a risultato ricercato.

Si può cucinare al cartoccio nella pentola a pressione?

Si questo tipo di cottura è possibile anche se sconsigliabile. L’involucro che avvolge l’alimento (per formare appunto il cartoccio) potrebbe staccarsi ed andare ad ostruire una delle due valvole, causando non pochi problemi. Quindi, o il cartoccio è perfettamente chiuso e assolto intorno all’alimento, oppure più semplicemente è meglio evitare questo tipo di cottura nella pentola a pressione.

Si può fare il bagnomaria con la pentola a pressione?

No non è possibile. All’interno della pentola a pressione è sempre meglio evitare di inserire barattoli o contenitori chiusi, altrimenti potrebbero esplodere a causa dell’alta pressione. Il bagnomaria è un sistema di riscaldamento, distillazione o cottura del cibo e viene utilizzato per la preparazione di alimenti (o creme o anche per sigillare contenitori contenenti delle conserve) particolarmente delicati. Questo avviene “indirettamente”, ovvero non a contatto con la fiamma. È possibile fare il bagnomaria per mezzo di una pentola sovrapposta ad un’altra (in quella più in basso si fa bollire l’acqua) oppure tramite contenitori chiusi immersi in acqua bollente. Con la pentola a pressione non è possibile effettuare questo sistema di cottura a meno che non si usino degli accessori appositi, come gli scodelli.

Se gli ingredienti sono diversi, come assicurare una cottura uniforme?

I modi sono due. Il primo consiste nel tagliare gli ingredienti tutti della stessa dimensione. In questo modo la cottura dovrebbe essere uniforme. Un secondo metodo consiste nell’effettuare cotture distinte. Prima di mandare la pentola in pressione, si potrebbe iniziare la cottura inserendo nella pentola gli ingredienti uno alla volta, partendo con quello più duro e che cuoce in più tempo, e via via tutti gli altri.

È possibile cucinare qualunque cosa nella pentola a pressione?

Si o quasi. Nella pentola a pressione è possibile effettuare molte modalità di cottura tranne una, il fritto. Questo accessorio lavora principalmente sulla pressione e, non a caso, la migliore modalità di cottura resta quella al vapore oppure in umido. Per il fritto è sempre meglio utilizzare una buona padella antiaderente e dell’ottimo olio di semi, oppure, ancora meglio, una friggitrice. Altri tipi di preparazione che non possono essere effettuati con la pentola a pressione sono tutte quelle ricette che prevedono la lievitazione, come il pane oppure i biscotti. In questo caso bisogna utilizzare il classico forno oppure altri accessori da cucina, come, ad esempio, il Bimby. Molto delicate da preparare sono le creme, in particolare la besciamella. Queste non sono impossibili da preparare con la pentola a pressione ma il rischio è che si vengano a creare dei grumi di formaggio, proprio perché le creme in generale hanno bisogna di una cottura molto lenta fuoco controllato e devono essere continuamente mescolate e amalgamate. Una soluzione a questo inconveniente è utilizzare lo scodello. Infine, un’altra ricetta un po’ dubbia da preparare con la pentola a pressione è lo yogurt. Con la pentola tradizione è possibile prepararlo seguendo attentamente la ricetta facendo molta attenzione, ma con la pentola a pressione elettrica programmabile non è assolutamente possibile preparare lo yogurt. Riassumendo ecco una tabella:

COTTURE POSSIBILI COTTURE IMPOSSIBILI Accessori
In umido Lievitazione
Al vapore Fritto
Arrosto Crema Si, con lo scodello
Brasato Yogurt Si, con lo scodello
Bollito

 

Quali sono i tempi di cottura della pentola a pressione?

I tempi di cottura della pentola a pressione sono proporzionali al tipo di alimento che si vuole preparare. In linea generale, il risparmio da questo punto di vista è notevole. All’interno delle confezioni, di solito, è sempre presente un libretto delle istruzioni, un ricettario e, qualche volta (specialmente per le pentole elettriche) anche un libretto contenente delle tabelle molto dettagliate su questo tema. Si tratta di tabelle accuratamente redatte da una celebre e affidabile ditta di pentole a pressione, ovvero la Lagostina. Questa è una ditta specializzata in prodotti di buona qualità Made in Italy. Quindi, ogni pentola a pressione, ha le sue proporzioni (variabili anche se di poco) ma, nel link (https://www.pentola-pressione.it/?p=7464&preview=true) le tabelle Lagostina.

Come far andare in pressione la pentola nel più breve tempo possibile?

Per abbreviare i tempi di attesa, basta semplicemente posizionare la pentola su una fiamma forte, molto alta e raggiungerà la pressione in ancora meno tempo. Infatti, con un fuoco basso, potrebbe anche essere difficile raggiungere la pressione. Inoltre, bisogna stare molto attenti alla dimensione stessa della fiamma perché, va bene la fiamma alta ma con una fiamma eccessivamente alta si potrebbe andare incontro a spiacevoli inconvenienti, come la bruciatura accidentale die manici, ad esempio. Un buon consiglio, è posizionare la pentola su di un fornello che abbia la stessa dimensione del diametro della pentola stessa, va bene più piccolo ma mai più grande.

Come fare per eliminare il vapore interno nel più breve tempo possibile?

L’eliminazione del vapore interno della pentola a pressione è anche detta “decompressione”. Questa fase è l’ultima del procedimento di cottura e bisogna fare molta attenzione. Prima di aprire il coperchio, dunque, bisogna che la pentola non abbia più vapore interno e questa operazione richiede qualche minuto. Per accorciare questa attesa è possibile posizionare la pentola a pressione sotto un getto di acqua fredda, facendo attenzione a non scottarsi. Prima di effettuare questa operazione, consultare sempre il libretto delle istruzioni nel caso in cui ci fosse qualche indicazione contraria. Inoltre, mai posizionare sotto l’acqua le pentole a pressione elettriche.

È possibile utilizzare la pentola a pressione in forno?

Di solito no, ma alcuni modelli possono essere anche utilizzati in forno. Meglio consultare sempre il libretto di istruzione, nella sezione delle fonti di calore.

In generale, quali sono le parti da controllare in caso di malfunzionamento?

Si tratta delle parti più sensibili sia all’usura che al malfunzionamento. Questi elementi lavorano costantemente e quindi bisogna controllarle e pulirle molto spesso e in caso accurato. Ecco quali potrebbero essere le cause di un blocco della pentola:

  • Scorretta chiusura del coperchio
  • Valvola di sicurezza: posizionata in funzione di scarico (all’inizio della cottura), guarnizione sporca o logorata, ostruzione della stessa
  • Posizionamento scorretto della valvola di esercizio
  • Guarnizione usurata

 

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